"VOLTASS INDREE PER ANDA' INNANZ" - Poeta milanese Bico Contursi

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"VOLTASS INDREE PER ANDA' INNANZ"

 
 
 

Prefazione sul libro “VOLTASS INDREE PER ANDA' INNANZ” (Ottobre 2011) di Paola Cavanna :

Dopo un anno esatto dal primo “Fantasii”, ecco che Bico, Alberico Contursi, torna con una nuova pubblicazione. E' evidente che il nostro poeta non si è seduto sugli allori, anzi, con una determinazione e laboriosità ammirevoli, ci offre un altro saggio del suo “sentire” milanese.
Col titolo: “Vardà indree per andà innanz” si sottintende il desiderio di non dimenticare, nel rispetto della tradizione,  ma in un moto proteso verso il futuro, con la indomita volontà di non cedere allo sconforto e la voglia di chi ha da dire e molto, alle nuove generazioni.
Precisi quadri di un passato, senza la solita, inutile muffa del “me regòrdi” ,dove anche troppo spesso stagna la poetica dialettale; niente di trito e ritrito, quel fastidioso piangersi addosso, che non si confà né col carattere del nostro poeta e neppure nello spirito lombardo.
Giustamente l'autore fa qui tesoro delle proprie esperienze e le rimembranze, con occhi aperti, a volte velati di lacrime, ma attenti, profondi, in una dinamica occhiata d'insieme.
Ogni poesia è frutto di attenzione, dove il quotidiano si coniuga con il sentimento, senza sentimentalismo, pronta a cogliere a volte anche il lato comico della tragedia, nella tradizione portiana.
Rispetto al primo libro, qui lo stile si fa più sicuro, l'intenzione più matura, il verso più sciolto. Si intuisce la ricerca attenta di nuovi percorsi,  la visione di  altri orizzonti di introspezione e sempre e comunque, la gioia di condividere i propri pensieri in modo schietto, diretto, con una modestia e mitezza disarmanti.
L'immediatezza e l'innocenza del primo libro, hanno ancora qualche eco o riflesso nel secondo, ma appare chiara una disinvoltura acquisita, che fa di questo lavoro una piacevole lettura che però, se approfondita, lascia segni nello spirito di chi legge.
Infatti come un rosso vino pregiato, la poesia di Bico è di bel colore, di buon odore, di ottimo abboccato ma, cosa più importante, lascia un piacevole retrogusto, come si addice appunto ad un vino da “meditazione”.
In sintesi è proprio questo a cui ci invita il poeta: un brindisi, dove calici generosamente colmi, si toccano e tintinnano. Dunque: -Prosit!- caro amico, alla tua, alla nostra, al Nòs Milan!

 
 
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